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Il Distretto

“La realtà italiana dei Distretti tecnologici è partita diversi anni fa, attorno ad alcune aziende che hanno svolto un ruolo di polo aggregatore territoriale, facendo crescere un certo numero di PMI, microimprese, start up e spin-off universitari, abbastanza importanti” (M. Cipolli – responsabile del gruppo di lavoro di Tecnalia sui Distretti tecnologici). Secondo la definizione di A. Musumeci – direttore generale dei servizi informativi del Miur, “i Distretti Tecnologici sono aggregazioni di enti pubblici e privati, che possono essere sia su base territoriale, che su base più ampia e quindi “funzionale”, con il preciso scopo di innovare” . Le componenti fondamentali che identificano un Distretto tecnologico sono:

  • una componente di ricerca e di innovazione finalizzata allo sviluppo precompetitivo, che porti quindi a sperimentazioni e prototipazioni;
  • una componente di sviluppo industriale finalizzato invece alla realizzazione di prodotti e soluzioni concrete che possano essere messe sul mercato.

“Se manca uno di questi aspetti il Distretto non sussiste. Non si tratta, quindi, di una definizione diafana o eterea, ma abbiamo criteri di qualifica molto precisi e stringenti, che infatti hanno portato all’identificazione e al riconoscimento di alcuni distretti, escludendone altri” (Musumeci). Il ruolo del Distretto è, in un certo senso, quello di trait d’union tra ricerca e industria, tra pubblico e privato, con l’impegno del Ministero dell’Università e Ricerca di garantire un ruolo paritario tra le parti.

La Regione Calabria, di concerto con il MIUR, ha individuato nell’area di Gioia Tauro i presupposti per la creazione del Distretto Tecnologico per la Logistica e la Trasformazione.

Tale area è infatti al centro di un importante sviluppo nel settore della logistica e dei servizi connessi, trainata dall’ incessante incremento del volume di traffico registrato dal porto negli ultimi anni (ai primi posti nel mondo per il traffico di container).

La creazione del Distretto Tecnologico mira dunque a valorizzare tale patrimonio economico cercando di rafforzare i già esistenti canali di collegamento con i numerosi centri di ricerca dell’area (Università della Calabria, Università di Reggio Calabria, CNR) che hanno raggiunto livelli di eccellenza nel settore della logistica.